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	<title>Martirio</title>
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	  <title>Le Martiri della Drina</title>
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	  <dc:date>2020-11-26T12:39:00+00:00</dc:date>
	  <pubDate>Thu, 26 Nov 2020 13:39:00 +0100</pubDate>
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	  <title>Martiri della Drina</title>
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	  <description><![CDATA[<p><strong>Martiri della Drina<br />
Figlie della Divina Carità</strong><br />
<em><strong>Beate</strong></em>: <em>s. M. Jula Ivanišević, s. M. Berchmana Leidenix,<br />
&nbsp;s. M. Krizina Bojanc, s. M. Antonija Fabjan, s. M. Bernadeta Banja</em></p>

<p><br />
Le <em>Figlie della Divina Carità</em>, su invito dell'arcivescovo Mons. Giuseppe Stadler, giunsero a Sarajevo nel 1882 accompagnate personalmente dalla fondatrice della Congregacione Franziska Lechner. Nel 1911 a Pale, non lontano da Sarajevo, aprirono il convento <em>Casa di Maria</em>. Originalmente pensato come un'oasi per il recupero dei malati e delle sorelle insegnanti presso l'Istituto <em>San Giuseppe</em> a Sarajevo, la <em>Casa di Maria</em> divenne famosa per le opere di carita verso tutti i bisognosi che bussavano alla sua porta, particolarmente verso i vicini ortodossi, per cui fu soprannominata "l'ospicio dei poveri".</p>

<p>Nel'anno di guerra 1941 nel convento di Pale era superiora Sr. M. Jula Ivanišević (Croata, nata nel 1893); il resto della comunita era formato da Sr. M. Berchmana Leidenix (Austriaca, nata nel 1865); Sr. M. Krizina Bojanac (Slovena, nata nel 1885); Sr. M. Antonija Fabjan (Slovena, nata nel 1907) e Sr. M. Bernadeta Banja (Ungherese, nata nel 1912). Le sorelle con la vita e il lavoro testimoniarono attivamente l'amore cristiano nello spirito della loro Congregazione. Con spirito di sacrificio curavano molti malati; donavano generosamente il pane ai bambini dalla Casa del Bambino, che apparteneva allo Stato, senca fare alcuna differenca riguardo la fede e la nazionalita, e soccorrevano i poveri e i mendicanti che venivano a loro dalla montagna Romanija. L'11 decembre del 1941, pero, i cetnici deportarono tutte e cinque sorelle in direcione di Goražde, saccheggiando ed incendiando il loro convento. Questa loro Via Crucis nel freddo e nella neve, senza l'abbigliamento adeguato, con gli interrogatori e le investigazioni, le minaccie e le offese, le condusse prima a Careve Vode (Acque dell'Imperatore) e poi a Sjetlina, dove la 76-enne Sr. Berchmana, provata dal viaggio e da cio che era successo, fu separata dalle altre sorelle e trattenuta. Le sorelle Jula, Krizina, Antonija e Bernadeta, invece, furono condotte fino a Goražde.</p>

<p>Il viaggio da Pale a Goražde attraverso la montagna Romanija duro quattro giorni e quattro notti. A Goražde arrivarono nel pomeriggio del 15 dicembre e furono sistemate nella caserma al secondo piano. La stessa sera i Cetnici sfrenati, completamente ubriachi, sfondarono la porta della camera delle sorelle e le aggredirono, volendo abusare di loro. Per difendere la loro dignita e preservare la castita promessa con voto, le sorelle fuggirono dalle braccia dei loro aggressori e l'una dopo l'altra cercarono scampo gettandosi dalla finestra. I Cetnici, alora, scesero di corsa davanti alla caserma e con i coltelli finirono le sorelle gia ferite e le gettarono nel fiume Drina, che, qualche giorno dopo, porto via i loro corpi</p>

<p>Sr. Berchmana, nel frattempo, era rimasta a Sjetlina e si ricuperava visibilmente. Dopo, come era stato stabilito, doveva raggiungere a Goražde le altre sorelle, che gia erano uccise. Due Cetnici la trasportarono con la slitta. Al ritorno il cocchiere disse che aveva raggiunto le sorelle, e uno di loro al collo portava come un trofeo il rosario di lei. E stato registrato che fu uccisa il 23 dicembre del 1941.</p>

<p>Le sorelle Jula, Berchmana, Krizina, Antonija e Bernadeta, conosciute come le "Martiri della Drina", da vere missionarie nella Bosnia spossata, generosamente e con amore disinteressato hanno servito Dio ed aiutato i poveri. Hanno confermato la loro fedelta a Dio con lo spargimento di sangue.</p>

<p>Le Beate Jula Ivanisevic, Berchmana Leidenix, Krizina Bojanc, Antonija Fabjan e Bernadeta Banja sono modelli eccezionali di fedelta a Dio e di amore attivo verso gli sventurati. E legittimo sperare come credenti che il loro sangue sparso sara seme di nuovi cristiani consapevoli e responsabili, come anche di nuove vocazioni spirituali per il nuovo millennio. Esse intercedono potentemente in tutte le nostre necessita, particolarmente nelle difficili prove e nei pericoli della vita.</p>]]></description> 
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	  <dc:date>2016-03-24T09:23:00+00:00</dc:date>
	  <pubDate>Thu, 24 Mar 2016 10:23:00 +0100</pubDate>
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